Se mi volto al Pastor Santo

Non ne vorrà udir novella,

Tal che fo dirotto pianto

Giorno e notte meschinella;

D'altro già non si favella

Che di Siena in ogni luoco;

Ognun grida sangue e fuoco

Contra me disconsolata.

Sono Siena sconsolata.

Quello di Piero Stronzi fu l'ultimo sforzo della libertà italiana: gli esuli fiorentini e senesi si spensero o si assoggettarono; e mancò con loro non dirò il sentimento nazionale, che era allora soltanto in un'aspirazione vaga di pochi, più letteraria che politica, ma l'amore all'indipendenza repubblicana, sopravissuto in Firenze e in Siena con nobile tenacia. Ciò spiega perchè scarseggino le poesie, che sembrerebbero dover abbondare, di nostalgia, di disperazione, in chi ripensava la terra natale. Due soli sonetti possono essere raffrontati con quello bellissimo in cui un trecentista, Pietro de' Faitinelli, prometteva a sè stesso, se mai gli avvenisse rientrare nella sua Lucca, di baciarne gli uomini per le vie, di baciarne le mura, piangendo d'allegrezza; e sono, l'uno di Galeazzo da Tamia, che esclamava: