Oh felice colui che un breve e colto
Terren tra voi possiede e gode un rivo,
Un pomo, un antro!....
l'altro, di Luigi Alamanni che, dopo sei anni d'esilio, si affacciava dalle Alpi nevose all'Italia, per rivederla almeno.
Il fato d'Italia era nel '55 ormai compiuto. Quando Siena stava per cadere, uscì un quadro allegorico in cui una figura di donna piangente, l'Italia, scrittovi sopra Italia fui, è circondata dai simboli delle varie sue regioni, insidiate o afferrate dai “fieri Oltramontani„, galli francesi, orsi tedeschi, veltri spagnoli: sola Venezia, in alto del quadro, resta intatta. E l'augurio che già vedemmo espresso dall'Olivieri torna qui in mente, e se ne intende meglio il valore, come rispondente all'ammirazione degli Italiani oppressi, per chi sapeva difendersi. Tanto piacque quella stampa, che nel 1617 la riprodussero; e il padre Lancellotti, grande encomiatore dell'Hoggidì a dispetto di tutto e di tutti, se ne arrabbiava, affermando che i tempi erano anche in ciò, come in tutto il resto, mutati in meglio. Ma, a dir vero,
..... il Turco crudel che d'hora in hora
Per la discordia de' principi adopra
Sempre a mio danno et quasi mi divora,
di che l'Italia si era doluta nel '54, aveva continuato, anche dopo Lepanto, a minacciarla, e i fieri Oltramontani, o le fiere che fossero, a dilacerarla.