Il Baretti, caldo encomiatore del Giorno, porge anche qui la mano al Parini educatore. Pensionato dal re d'Inghilterra, morì a Londra nell'89.

Il Parini è tal figura che richiederebbe un quadro a sè; non mi proverò nemmeno a disegnarlo. Egli è un plebeo che, più dignitosamente del Metastasio, si frammette all'aristocrazia; non la sfrutta, la studia, la rappresenta, la flagella; è un prete cristiano che della critica degli Enciclopedisti accetta quanto concorda col Vangelo; è un galantuomo che anche dell'arte si vale a far del bene; è un grande artista che, facendo del bene, riesce a fare capolavori. Il sacerdote lombardo, messo di contro all'abate romano, potrebbe dirgli in faccia:

Me non nato a percuotere

Le dure illustri porte,

Nudo accorrà, ma libero,

Il regno della Morte.

Il pedagogo nelle case de' nobili, che ha offerto al giovinetto Imbonati l'ode sull'Educazione, potrebbe, sorridendo sarcastico, canticchiare al poeta cesareo:

Vero forse non è, ma un giorno, è fama

Che fûr gli uomini eguali, e ignoti nomi

Fûr Plebe e Nobiltade!