Il Parini inchinato dalla natura alle dolcezze della famiglia, il Parini prete cristiano, il Parini artista arguto, quanto dovè pensare e sorridere e indignarsi, fatto spettatore di quelle strane regole di civiltà onde parean quasi ridicoli il marito e la moglie che fossero stretti di convivenza affettuosa! Durante la mattina, la moglie era delle cameriere, poi de' corteggiatori intorno alla toilette, poi del cavalier servente: la mensa, che nella vita sana di chi lavora ed ama è ritrovo, è riposo, è agio concesso allo scambio delle idee, sì che insieme con le membra l'anima vi si ciba e vi si afforza al bene, la mensa allontanava anche più l'un dall'altra il marito e la moglie.
......... Se a un marito alcuna
D'anima generosa ombra rimane,
Ad altra mensa il piè rivolga, e d'altra
Dama al fianco si assida, il cui marito
Pranzi altrove lontan, d'un'altra al fianco
Che lungi abbia lo sposo; e così nuove
Anella intrecci a la catena immensa
Onde, alternando, Amor l'anime avvince.
Durante il pranzo, l'arguto abate studiava ancora gli amori, le gelosie, le sfacciataggini, le ipocrisie, le stranezze degli ospiti e de' compagni: ascoltava il racconto che la signora faceva, con le lacrime agli occhi, della pedata onde il piè villano d'un servitore remunerò il carezzevole morso della sua Cuccia, e della giusta vendetta ch'ella ne prese cacciandolo; sorrideva all'ostentata scienza di quello, agli spropositi madornali di questo; ammirava la cecità de' mariti, la vanità de' cavalieri serventi, la petulanza de' parassiti, la sciocca corruttela di tutti costoro. E quando ora tornava al Corso, e guardava nelle trionfali carrozze i gentiluomini e gli arricchiti di fresco che tentavano immischiarsi tra loro, ben poteva esclamare in cuor suo: Maschere, vi conosco!