De le inarcate spire impeto e forza;
Ma il primo Sol le rivedea più belle
Far beati gli amanti, e a un volger d'occhi
Mescere a voglia lor la terra e il mare.
E originalissimo allora l'accenno a' signorotti e a' bravi del secolo XVII, e più la descrizione della gelosia medievale, quando i mariti, fatto preparare un funebre catafalco, offrivano alle mogli infedeli la scelta tra il veleno e lo stile; e quella della notte quale un tempo appariva su le torri “di teschi antiqui seminate al piede,„ con upupe e gufi svolazzanti, e fuochi fatui, e urla di fantasime, cui per entro al vasto buio “i cani rispondevano ululando.„ Una poesia, scritta a cinquant'anni sonati e rimasta a mezzo, mostra forse le origini di tanta romanticheria, e così efficace, del Parini. Non era uscito dalle fasce e già le sdentate donnicciuole del vicinato gli avevano empita la mente di novelle: le streghe attorno al noce di Benevento, i folletti maliziosi, gli spettri paurosi:
Con la bocca aperta e gli occhi
E gli orecchi intento io stava;
Mi tremavano i ginocchi;
Dentro il cor mi palpitava.
Al venir de le tenèbre