Con tutte queste diversioni io sono pur rimasto sul campo generale delle idee. Desiderate una qualche applicazione viva e pratica ai casi presenti, alla storia dell'ultimo triennio, al Governo, al capitale, alla religione, alle arti? Bisognerà più coraggio a voi a chiamarmi che a me a parlare.

Se in questa città Machiavelli potè scrivere le più terribili sentenze della politica, è segno che qui si possono dire le più ardite espressioni della libertà.

LA FISICA SPERIMENTALE DOPO GALILEO

CONFERENZA

DI

Alberto Eccher.

Giammai pensiero salì più accetto nelle sfere dell'infinito di quello di Galileo nel tempio di Pisa, quando il lento oscillare della lampada, pur mostratosi le migliaia di volte a tanti distratti fedeli, fu per lui il baleno di luce con cui “l'infinita sapienza, il sommo amore„ lo trasse alle meravigliose scoperte, che resero attonito il mondo intero, e furono base incrollabile d'ogni umano progresso.

E giammai il genio fu maggiormente torturato di quanto non lo fosse in Galileo stesso; costretto dalla perfidia degli uomini, dalle vessazioni dei Gesuiti, dal risentimento di un Papa a ritrattare verità, che luminose gli irradiavano nella mente, e svelavano agli uomini il mirabile assetto dei mondi, le cause ed il succedersi dei fenomeni.

Il forte pennello del Barabino, troppo presto all'arte rapito, che fa rabbrividire con papa Bonifazio VIII e fremere col Cristoforo Colombo al consiglio di Salamanca, fa pensare davanti al Galileo in Arcetri. — Tu vedi il nobile vegliardo, quasi a sedere sul letto, spento lo sguardo indagator dei cieli, rassegnato, e tutto intento a dettare ai suoi discepoli una dimostrazione, che colla posa stessa delle mani ti rende evidente.... E quanto sieno interessanti le cose che espone, lo desumi dall'atteggiamento dei discepoli che, protesi verso di lui, pendono dal suo labbro. Nè l'età, nè le sofferenze, nè le persecuzioni hanno fiaccato quell'indomita energia.... Ma la terra, liberata ormai dall'immobilità cui la dannava la Bibbia, roteando negli spazi infiniti, invita lo spirito del Galileo a bearsi nelle superne sfere.... e ne reclama la spoglia.... e papa Urbano VIII s'affretta a mandare al sommo filosofo l'apostolica benedizione.