Parran faville della sua virtute

In non curar d'argento nè d'affanni;

Le sue magnificenze conosciute

Saranno ancora sì, che i suoi nemici

Non ne potran tener le lingue mute.

A lui t'aspetta ed a' suoi benefici:

Per lui fia trasmutata molta gente,

Cambiando condizion ricchi e mendici.

Nell'ultima profezia può ravvisarsi un'allusione agli effetti del principato che sollevava gli umili e abbassava i grandi, ma assai più oscura è la terzina che segue e che ha inutilmente affaticato l'ingegno degli interpreti:

E portera'ne scritto nella mente