Simile al leone del Morosini è quello di Silvestro Valier che gli succedette nel ducato, e che reca quindi mutata la epigrafe del diritto S * M * VENETV (verticale) = SILV * VALERIO, e nell'esergo le iniziali * A * G * e in altri esemplari * F . T * ed anche * G. A . B *. Il rovescio ne differisce alcun poco per la varia disposizione delle zampe anteriori del sacro leone e per non esser questo chiuso da cerchio di perline. È pezzo men raro di quello del Morosini.
Non si conoscono leoni di Alvise Mocenigo II.° che succedette nel 1700 al Valier, bensì di Giovanni Corner II.° che dopo lui ebbe il ducato nel 1709. I costui leoni, rari come quelli del Morosini, non hanno altre varietà da questi nel diritto che il nome necessariamente sostituitovi da IOAN . CORN . e le sigle dell'esergo * A . M *. Il rovescio è simile al leone del Valier.
[I[Mezzi leoni]I]. Il loro peso, in rapporto all'intero, è di k. 65 e 1/2 e tiene di fino k. 48. 85/192. Simili agl'interi nel tipo e proporzionalmente minori, li superano in rarità. Quello di Francesco Morosini, che pur dovett'esistere, manca a tutte le collezioni da me esaminate; quello di Silvestro Valier si trova alla Marciana ed al Museo Correr, ma di due tipi diversi, recando l'uno nell'esergo le iniziali * P. M *, l'altro * F. T *. Il loro diametro è m. 0,035. Del Corner non vidi mai questa moneta benché sia da ritenere ch'effettivamente si coniasse. Valeva lire venete 3. 8, o lire di Dalmazia 5.
[I[Quarti di leone]I]. Del peso di k. 32. 3, aventi cioè di fino k. 24. 85/384, e parimente rarissimi. Il quarto di leone del Morosini non l'ho mai veduto, ma ne ritengo la esistenza dalle memorie di zecca, e credo sia quella moneta della raccolta Gradenigo (Zanetti, vol. II, p. 203 n. 253) che il suo possessore descrisse per mezzo leone di questo doge, benché le desse il peso di k. 34. 2; peso, se vuolsi, eccedente il legale, ma che induce forte sospetto non abbiasi potuto deteriorar cotanto un pezzo da ridurlo quasi alla sua metà; porta le sigle . A . C ., ch'io credo s'abbiano a leggere . A . G ., attribuendone la fabbrica al 1688 quand'era massaro all'argento il già ricordato Alvise Gritti.
La Marciana e la Raccolta Correr possedono bensì il quarto di leone di Silvestro Valier, simile in proporzioni minori all'intero di questo doge, con un diametro di m. 0,030 e colle iniziali * F. T * nell'esergo dell'averso. Il Gradenigo pur ci descrive (ibid. n. 258) simile moneta da lui conservata di Giovanni Corner II.° che portava nell'esergo le sigle … M. che si possono facilmente supplire A. M.
Il quarto equivaleva a lire 1. 14 di nostra moneta, o a lire 2. 1/2 di computo nel Levante.
[I[Ottavi di leone]I]. Di molta rarità è parimente quest'ultimo spezzato del leone, mancante alla Marciana, non però al Museo Correr, né alla serie del Gradenigo (ibid. n. 254). Pesa k. 16. 3/8, e tiene di fino k. 12. 85/768, ed ha un diametro di m. 0,026. Non n'è accertata la esistenza che di quello battuto dal Morosini, simile al suo intero, ma avente nell'esergo le iniziali . Z . R . che ricordano Zuanne Riva massaro all'argento nel 1693, e recante il leone non chiuso da cerchio di perline. Il valore di questa piccola moneta era di soldi veneti 17.
[T5] Gazzette e Soldi per le Isole e per l'Armata.
Parlando delle gazzette e de' soldi di rame battuti per la Dalmazia e per l'Albania, ho enunciato un canone che qui siamo al caso di poter applicare, [I[riscontrarsi cioè alcune volte nelle monete venete di puro rame l'età del loro stampo calcolandone il peso]I]. Vedemmo infatti alle pag. 17 e 18 che verso l'anno 1700, quando lo zecchino si ragguagliava a lire dalmate di computo 25, si cavavano da una marca di puro rame gazzette 30. 1/3, ciascuna del peso di k. 38, ovvero soldi 60. 2/3, ognuno del peso di k. 19. Gli è effettivamente questo medesimo peso che riscontriamo quasi costante nelle due monete di cui tocchiamo, le quali ritengo perciò aversi ad ascrivere alla ducea del Peloponnesiaco.
La loro leggenda le annuncia coniate per aver spaccio nelle isole Jonie ed in quelle dell'Arcipelago, nonché pegli stipendii de' soldati e de' marinaj ch'erano sulla flotta.