—Ma, interruppe la giovane, e le minacce che ella mi fece in
Bologna….
—Avrà conosciuto che eravate dolce, timida; che era agevole atterrirvi, e vi avrà ricorso come ad uno spauracchio.
—Bisogna dire che le prema assai non alienarsi mio fratello.
—Così credo anch'io.
Marco era quasi pentito di quanto aveva detto. Temeva aver gettato nell'animo di Gabriella un nuovo germe d'angoscia: ma non aveva saputo resistere all'idea di premunirla…. Avrebbe richiamate le sue parole forse…. Ma no: potevano divenir necessarie…. E se fosse stato d'uopo dire anche più…. Ma non ne ebbe il coraggio…. Egli era in una di quelle situazioni dolorose, nelle quali non si sa a che risolversi: si teme dir poco, si teme dir troppo, e si finisce per prendere una via di mezzo, la più pericolosa sovente.
Ah se Gabriella avesse letto nell'animo dell'amico suo, quanto maggiormente sarebbe stata atterrita!
Il giovane veneziano, benchè d'indole più che calma, provava un'amarezza profonda; ma richiamò tosto la sua ragione: pensò che quanto di meglio gli rimaneva a fare era vegliar su Gabriella ed i suoi figli. Quindi:
—Ho veduto i vostri bambini, le disse: sono vezzosi e vi rassomigliano.
—Oh quanto temo per loro, Marco!
—Via, via, non inquietatevi: quando saranno più grandicelli, penseremo insieme al loro avvenire.