Non era soltanto il modo indegno, con cui Gabriella era stata data in mano ad uno sconosciuto, che gli faceva credere scellerata l'amante, o la moglie di Federico di Chiarofonte; no, per quanto odioso fosse stato un simile procedere, egli, come aveva detto e lasciato pensare a Gabriella, avrebbe trovata nell'origine di Camilla, nel suo timore di vederla rivelata, una scusa, o piuttosto una causa: ed avrebbe dubitato, diffidato di quella donna; ma non si sarebbe lasciato prendere da sì grande spavento, da sì crudeli angosce….
Ben altro sapeva di Camilla, benchè avesse assicurato Gabriella del contrario.
Una vecchia, sconosciuta a tutti, era morta due anni prima in Venezia in modo strano, improvviso: talchè si era detto da un medico fosse stata avvelenata…. Ma siccome non si sapeva chi accusare, e che nessuno si curava di quella vecchia, non si aveva abbadato alle parole del medico….
Ma Marco l'aveva veduta a caso morta; riconosciutala per la compagna della bella Camilla Bosconero.
Ed ora ei dicevasi che certo quel medico non si era ingannato.
Come dunque avrebbe potuto lusingarsi che un delitto, per quanto terribile potesse essere, arresterebbe colei?
Chi muove il primo passo nella via del vizio o della colpa, chi non s'arresta inorridito una volta, di rado si arresterà alla seconda; come colui che, dovendo passare sopra un precipizio per un piccolo ponte od un fragile assicello, si arrischia tremante; e ritornando affronta con minor timore, con maggior sicurezza lo stesso periglio, ripassa senza grande difficoltà: perchè i suoi occhi si sono avvezzati all'abisso, ove potrebbe cadere.
Soltanto l'interesse proprio può arrestare gli scellerati.
Ed in questa circostanza sperava Marco: in essa sola trovava qualche fiducia.
Il pentimento sincero, profondo, che rende possibile la riabilitazione innanzi a sè stessi, il veneziano lo credeva impossibile. Infatti pur troppo, checchè se ne dica, è una splendida utopia, che soltanto può venire realizzata da coloro, che commisero il male sotto l'impulso di qualche passione.