—Ho offerto nuovamente a Gabriella di sposarla.
—Voi siete sempre generoso, mio buon Marco.
Il giovane si turbò, ma cercò nascondere la sua emozione.
—Non so se ella accetterà, disse, stante la sua mala salute, ma in ogni modo desidero conoscere la vera origine di Gabriella.
—La sua origine? non la conoscete? rispose un po' accigliata la vedova.
Marco la esaminò attentamente; quel turbamento accrebbe i suoi sospetti; poi:
—La conosco, la conosco…. cioè so quanto me ne diceste voi…. So ch'ella è figlia d'un guerriero di ventura; sorella ad un altro guerriero di ventura, Federico di Chiarofonte…. Una volta ciò poteva bastarmi, ora no…. Io non ho più vent'anni…. L'esperienza, che feci degli uomini, mi insegnò a diffidare di tutto ciò che è oscuro.
L'accento secco di Marco spaventò la signora Lorini; mai egli le aveva parlato in tal modo.
—Io non vi riconosco più, nipote mio, mormorò.
Marco si sforzava a soffocare gl'impulsi del cuore, e col tuono di prima: