Eppure si tratteneva ancora.
—Federico, continuava la vedova, mi ha sempre trascurata; e dopo la disparizione di Gabriella non è più venuto in mia casa. Era a Venezia di rado, è vero, poi certamente ha creduto che io non avessi vegliato bene su sua sorella…. Lo compatisco…. Ah se avesse saputo quanto ho sofferto nel perdere quella fanciulla!… che amavo ed amo ancora come fosse mia figlia!…
E la signora Lorini si mise a piangere.
Marco si sentì commosso.
—Via, le disse dolcemente: non vi affliggete. Vedrete Gabriella, ve lo prometto, appena sarà ristabilita…. combinerò di condurvela; vi vedrà tanto volentieri.
Un raggio di gioja apparve sul volto della signora Lorini.
—Temevo, disse, che non mi aveste perdonato di avervi mentito un giorno.
—No, zia, vi compatisco; alle volte si sa, bisogna mentire per forza.
Ed infatti egli la compativa davvero.
—Povera donna! aggiunse, stringendo tra le sue mani la destra ancor delicata di lei.