—Se chiamai capriccio, disse, la vostra idea di recarvi in traccia di
Gabriella, ho le mie ragioni per questo.
—Voi parlate sempre come una sibilla, rispose l'ufficiale con leggiera ironia. Già altre volte mi sconsigliaste dal recarmi da mia sorella; per soddisfarvi ho sempre procrastinato, ma ora…
—Ora, perchè non farete lo stesso?
—Perchè, signora, ciò che era perdonabile qualche mese fa non lo è più; perchè mi sembrerebbe mancar di cuore.
—Voi parlate in un modo che mi offende; è come se diceste che io non ho cuore, perchè vi sconsiglio dal fare quanto bramate.
—Io non intesi ciò; ma per approvarvi ho d'uopo che mi spieghiate i vostri motivi. Parlate, aggiunse, guardandola tra la preghiera ed il comando.
Ella lo fissò a sua volta; vi era veramente della passione negli sguardi, che immergeva in lui.
—Prima di tutto, disse con un seducente sorriso, che errava quasi costantemente sulle sue labbra, mi duole vedervi partire.
—Questo motivo non mi appaga, Camilla: non è la prima volta che vi lascio.
Camilla rifletteva; stava chiedendosi se dovesse ricorrere a qualche colpo risoluto; così rimase un istante silenziosa.