Egli fece un gesto d'impazienza, ed andò a sedere in fondo alla sala in un vasto seggiolone.
Camilla credette bene non dir altro; temeva compromettere la sua vittoria.
Dopo qualche tempo di silenzio, Federico si alzò; cinse la spada, gettò sulle spalle un corto mantello alla spagnuola, prese il suo cappello a larghe falde, ornato di una lunga piuma bianca, e fece per escire.
—Partite già? domandò Camilla.
—Sì, devo trovarmi con alcuni amici.
—Addio, diss'ella, stendendogli la mano.
—Addio, rispos'egli ed escì.
………………………………………………………..
Per qualche instante Camilla rimase immobile, impensierita. Il suo sorriso era scomparso, una specie di terrore dava alle belle linee del suo volto alcun che di strano e di spaventoso…. Finalmente si scosse.
«Oh, mormorò, se un giorno Federico giungesse a scoprirmi, a saper tutto?… se ei mi sfuggisse?… Ma a che rabbrividire all'idea di un periglio lontano, e che io renderò impossibile?… Farò che Federico non interroghi mai Gabriella, che mai ella gli sveli il vero…. Basta, per lungo tempo ei non tenterà di rivederla, ed al primo cangiamento penserò al da farsi….»