Ad un tratto impallidendo, e con una specie di collera verso sè stessa:

«Ah! pensò, io agii troppo precipitosamente con colei!… quel rapimento fu davvero la più grande sciocchezza, che io commisi!… E sprecai tant'oro, quando un delitto facilmente poteva…. Ma il timore mi arrestò…. Gabriella non era sola…. È naturale che io profittassi di Alboni, il quale mi aveva giurato di nascondere per sempre sua moglie…. Sapeva che, non facendolo…. Basta; ora sarò più saggia, più cauta…. Eppure l'idea che io, riuscendo a sposar Federico, avrei avuta per cognata Gabriella, fidanzata a Marco Sabbia, l'unica persona forse al mondo, che mi conosce e sa il mio vero nome!… non importa…. Avrei potuto commoverlo quel giovane; non è molto fino, lo compresi; ne avrei ottenuta promessa di tacere in eterno ciò che di me sapeva…. Ma a che mi pento!… Guai se mi scoraggiassi!… Non fui fortunata sin qui?… Non ebbi amica la sorte?… Ebbene, ciò sarà ancora….»

Ed aggrottando le nerissime sopracciglia si alzò risolutamente, come per non lasciarsi prendere da dubbii, che avrebbero potuto scuotere il suo coraggio, se è coraggio commettere il male….

Camilla era decisa a persistere nella via fatale, intieramente decisa;… eppur nondimeno dava ancor maledizioni alla troppa fretta avuta nel fare sparir Gabriella!… Un segreto presentimento le diceva che quel rapimento, poichè secondo lei non era per nulla un delitto, le sarebbe eterna cagione di perigli; che in esso inciamperebbe ad ogni tratto, e sempre lo troverebbe innanzi a sè come un ostacolo…. E nuovamente s'adirava contro sè medesima, accusandosi di imprevidenza!…

Per tranquillizzarsi, pensava ai pericoli scongiurati con esso, e li bilanciava con quelli cagionatile, ma un genio a lei nemico le diceva ancora che i primi erano immaginari, e le sarebbe stato facile antivenirli, mentre i secondi erano più gravi assai. Non sapeva se quanto aveva raccontato a Federico bastasse per mascherarla eternamente agli occhi di lui!

Scacciava tutti quei timori con forza: li respingeva violentemente; ma a che vale la forza, a che giova la violenza contro il pensiero? questo nemico invisibile, che non è dato colpire, che penetra nel cuore con maggior crudeltà di una lama?…

Dal giorno, nel quale aveva veduto Gabriella in Bologna, Camilla era tormentata sovente da tali angosce; ma mai come in quella sera…. Esse si erano risvegliate al suono delle tante menzogne da lei dette all'ufficiale; con esso si risvegliavano tutte le memorie di un passato vizioso, tutti i rimorsi di una coscienza colpevole….

Gli avvenimenti principali della sua vita passavano in folla dinanzi a' suoi occhi, come agitati da un démone furioso, incaricato di farglieli intravedere per prepararla al castigo.

Di quegli avvenimenti, tutti strani, tutti di un tetro interesse, il rapimento di Gabriella le appariva come il più vicino, il più fatale….

Ah! ella avrebbe voluto strapparlo da quel fascio abbominevole!…