—Ma a questo zio dovrò dire, mi sembra, che voi, conte, mi riferiste che si era perdonato a mio padre? domandò l'ufficiale con esitazione.
—Sì certamente è necessario, che altrimenti non saprebbe come agire. Io stesso vi accompagnerò da lui; gli narrerò ogni cosa: la disperazione del duca nostro zio negli ultimi istanti di sua vita; la distruzione della pergamena; come io vi scoprii…. non vi ho nessuna difficoltà. Sono certo ch'ei mi prometterà il silenzio con don Francesco.
—Mi duole veder questo signore così contrario ad una riparazione.
E l'ufficiale aggrottò alquanto le sopraciglia.
Il conte, benchè si sentisse tratto a temere più di lui, lo rassicurò invece. Donna Livia lo avrebbe certamente approvato. Ella, se anche i figli dei cavaliere dell'Isola avessero rinunciato, non avrebbe permesso che il duca conservasse a lungo ciò che loro spettava. Don Francesco non aveva il diritto di opporsi ai voleri dell'avo, agli ordini del padre moribondo; persistendo nella sua ingiustizia, finirebbe per pentirsi anch'egli, per quanto l'istante del pentimento sembrasse assai lontano.
Penetrato da queste idee, il conte disse a Federico che i suoi reclami erano troppo giusti, perchè il duca non gli accettasse tosto. Ed aggiunse:
—Egli è ricchissimo egualmente; sua moglie pure; senza il menomo danno può rendervi quanto spettava a vostro padre. Don Francesco non disse mai, ve lo giuro, che, ove vi presentaste, si rifiuterebbe a fare il suo dovere…. Credeva inutile cercarvi per certe sue idee, ma non per interesse.
Il cavaliere scusava il duca, quantunque fosse ben lungi dall'amarlo; ma donna Livia sarebbe stata contenta di queste sue parole; non aveva ella detto voler credere don Francesco traviato soltanto da pregiudizii, spinto all'ingiustizia senza comprenderla? Nessuna donna certo poteva essere amata con maggior abnegazione ch'ella lo fosse dal conte…. Quell'amore si compendiava in una sola parola: sacrificio! Era tale che egli rimaneva freddo dinanzi alle più seducenti bellezze, e non sentiva per loro più di quanto sentisse per Camilla: una passiva, glaciale ammirazione. Senza la duchessa non ne avrebbe mai amata alcuna…. Tutte, tranne lei, tutte gli erano sempre state indifferenti.
Le ultime parole del cavaliere parvero persuadere affatto l'ufficiale.
—Vi credo, conte, rispose, ma voi non verrete a Catania?