In quel momento la porta si aprì.

Era un servo:

—Un capitano, disse all'ufficiale, desidera parlare a vossignoria; attende nella stanza attigua.

—Sarà qualche amico, che verrà a salutarmi, disse Federico alzandosi. Avrà udito che chiesi un permesso; perdonate, conte, è l'affare di un istante.

—Andate pure, vi attenderò.

L'ufficiale escì.

Allora Camilla si volse al cavaliere di Malta, e con qualche esitazione:

—In verità, disse, mi sembra un sogno che Federico stia per acquistare il nome di suo padre; mai lo avrei creduto; per questo non parlai prima. Ero sempre perplessa però; quelle carte erano una grande responsalità.

—La vostra situazione infatti, signora, fu penosa, lo comprendo.

—E lo è ancora.