—Però sono pentita, donna Livia: fate che nessuno, tranne voi, conosca la mia debolezza. Cercherò rivolgermi a Dio, espiare i miei delirj in un monastero.
—Che! volete farvi religiosa?
—Sì. In un chiostro soltanto potrò sopportare il mio destino…. Ebbi torto di non pensarvi prima di voler morire…. Ma, poichè voi mi avete salvata, sarò in tempo ancora…. È l'unica esistenza, cui possa rassegnarmi…. Se mi trovassi ancora con lui, con loro, non potrei resistere…. La mia ragione si smarrirebbe nuovamente….
La tristezza di queste parole era sì profonda, sì amara che la duchessa ne fu atterrita….
Prima ch'ella rispondesse, donna Rosalia proseguì:
—Non ditemi di riflettere, cara donna Livia: ho riflettuto. Soltanto nel servire Iddio posso trovare qualche pace; per lui solo vivrò…. Ah nessuno fu di me più infelice!…
La duchessa l'abbracciò, ed ella di nuovo pianse.
—Mia cara, pensate ai tanti sventurati, che vivono sulla terra; riflettete che la vita è breve, anche se non viene troncata prima del tempo…. Riguardatela come un luogo di passaggio, di prova…. È il meglio che possiate fare…. Anche i più felici devono poi lasciarla!… lasciar con essa persino le rimembranze di ogni gioja, di ogni felicità…. Amori, delirj, tutto passa, donna Rosalia, tutto finisce….
—Oh, esclamò la fanciulla, un istante di felicità vale un'esistenza intiera!
La duchessa si scosse: forse anch'ella lo aveva pensato!… Era più che commossa! Ma quel suo turbamento durò poco: eppure quanti affanni non si sentiva in cuore! Donna Rosalia almeno aveva un solo pensiero…. Ella invece delle consolazioni sì; ma quanti affetti contrarj, quanti ricordi penosi, quante inquietudini!…