Dopo qualche momento di riflessione si alzò e fece un giro pel gabinetto.
Per la prima volta forse ei vi si trovava solo. La duchessa non lasciava quasi mai quel gabinetto, che era come il suo santuario, ed era sempre con lei ch'egli vi si tratteneva.
Guardò qua e là, e scorgendo dei libri su di un tavolino andò ad esaminarli….
Vi erano varj volumi riccamente legati; vi si trovava Virgilio nel suo testo latino, lingua ancora in voga in Italia, e che la duchessa conosceva perfettamente; eravi Plutarco, le lettere di Plinio, un libro dei Vangeli ricco d'immagini e molti altri….
Ciò non poteva sorprendere il duca. Donna Livia aveva ricevuto una educazione affatto eccezionale non soltanto per quell'epoca, nella quale le più illustri dame non erano molto dotte, ma anche superiore per ogni tempo.
Il marchese Del Faro, di lei padre, era un vecchio scienziato, che profondeva la maggior parte delle cospicue sue rendite in radunar libri preziosi ed antichi, in soccorrere letterati, e trattenere ad un castello solitario vicino a Messina dotti teologi, distinti poeti e religiosi di gran sapere.
Aveva allevato donna Livia, rimasta priva della madre ancor bambina, più come un muschio che come una fanciulla. Egli stesso le poneva fra le mani i classici greci e latini, i poemi più in voga, compiacendosi della grande facilità di comprensione, ch'ella addimostrava.
Giovinetta ella assisteva a discussioni teologiche, allo svolgere di tesi filosofiche e scientifiche, a discorsi letterarj; ascoltava i commenti che si facevano sugli autori; insomma nulla aveva donna Livia di comune, per l'intelligenza e per gli studj, con quelle timide fanciulle, che passavano i giorni a trapuntare gli arazzi, a ricamare le sciarpe pei loro fidanzati.
E certa fermezza di volontà, certi istinti un po' maschili, che in lei si univano alla più squisita delicatezza di sentire, si erano, per dirla, alquanto sviluppati.
Donna Livia era dunque molto istruita, benchè mai facesse la saccente, che troppa finezza aveva, troppo tatto per imitare quelle donne, che si atteggiano a professori, anche quando ne sanno poco.