Ma chi avrebbe potuto biasimarla, se soltanto pel bene ella si serviva di quei ritrovati?

Donna Rosalia era dunque più calma; e fu con una dolce tristezza che seguì il duca, il quale dopo pochi passi:

—Sentite, le disse un po' più rabbonito del solito, guardatevi bene dal dire a qualche confessore quanto sapete, chè non ne avete il diritto… Mi avete dato una sacra promessa, e se anche qualche frate vi insinuasse, capite… sarebbe assai più peccato parlare che tacere.

A donna Rosalia queste parole, benchè non molto gentili, parvero di una grazia eccessiva. Ella non sapeva quanto ei fosse fino; provò quasi rimorso di doverlo ingannare.

—Non temete, rispose commossa, io non vi mancherò, ve lo giuro nuovamente.

—Brava, vedo che siete ragionevole.

Ei fece per allontanarsi: ma donna Rosalia lo trattenne, incoraggiata dal suo contegno.

—Perdonate un istante, don Francesco, gli disse: vorrei pregarvi permetteste alla duchessa di venirmi a vedere sovente. Ella verrebbe egualmente, il so, ma pure esprimo anche a voi il mio desiderio…. La vedrò tanto volentieri….

—Ve la condurrò io, rispose egli.

—Grazie; ah! nessuno fu meco buono come donna Livia; prima di lasciarvi sento il bisogno di dirvelo, don Francesco.