—Ecco, esclamò dopo un istante, ecco, signora, il frutto dell'opera vostra!
—Che volete dire?
—Che gli eredi del cavaliere dell'Isola reclamano, e che io per colpa vostra mi trovo in una situazione ridicola.
«Ah, pensò donna Livia, ecco giunto il momento.»
—Ebbene? disse, voi renderete quanto è loro dovuto.
—Eh, signora! se non aveste abbruciato quella pergamena!… Tutte le mie precauzioni furono vane; quella carta sola poteva….
E si mise a camminare su e giù pel gabinetto, gettando a terra tutti gli oggetti, in cui s'imbatteva.
Donna Livia taceva: le sembrava più saggio lasciarlo calmare da sè.
Dopo qualche momento egli le si avvicinò furioso:
—Ah! le disse, che feci io mai perdonandovi la distruzione di quell'atto! Maledetta la mia debolezza!… Perdonar tanto ad una donna, che mi subisce, che non mi ama!… Tutti ora si rideranno di me…. Badate…