Ah! le abbisognava un gran coraggio!
Tal coraggio, impossibile ad una donna volgare in quell'istante, donna
Livia lo trovò.
Senza perdere un secondo, soffocando l'emozione immensa, che per tanti motivi sentivasi in cuore, si sciolse alquanto dal duca, e guardandolo con sicurezza:
—Ebbene? domandò.
Egli, che dal gran turbamento mostrato da lei poco tempo prima, nel riconoscere i caratteri di Federico, aveva creduto trovarla avvilita, disperata, che si era atteso a simulati deliquii, rimase attonito…. Si chiese un istante se ella fosse ancora la stessa donna, o se fosse impazzita per lo spavento.
La lasciò in libertà e la guardò immobile.
Non vi era provocazione nell'accento di donna Livia, non sfrontatezza ne' suoi begli occhi.
Ella si alzò.
—Quale colpa ho io commessa? disse al duca, quale errore perchè vi lasciate andar meco a tali trasporti?
La calma, il coraggio sono i soli ostacoli, nei quali dovrebbe urtar sempre il furore.