Quante volte non avrebbero essi evitate crudeli sventure!…

Il duca fissò severamente donna Livia.

—Quale errore?… Ma che! credereste voi di potervi giustificare?…
V'ingannate, io so tutto, vel dissi.

—Nulla saprete, di cui io debba arrossire. Credevo non aver d'uopo di giustificarmi.

—Quale ardire!

—So che volete dirmi; il figlio del cavaliere dell'Isola….
Chiarofonte….

—Non profferite quel nome, odioso sempre per me, e insopportabile sulle vostre labbra.

«Ohimè! pensò donna Livia, come potrò io persuaderlo?»

Ma senza perder tempo:

—E che per questo? quando lo amai ero libera, potevo disporre di me. Avreste ragione di rimproverarmi se io vi avessi lusingato, se per isposarvi vi avessi celato il vero…. Ma io non v'ingannai, vi dissi ogni cosa. Mi rispondeste, il rammentate? che ciò non vi preoccupava menomamente.