—Tacete.

—Non posso dimenticare soprattutto ch'ei salvò la vita a me ed a mio padre…. Voi pure, se mi amaste, dovreste pensare a questo.

—Perchè non mi dite a dirittura che io gli devo della gratitudine?… Molta gratitudine!—aggiunse con amara ironia;—perchè preferiste sempre la memoria di lui, creduto morto, a me vostro marito, che vi amo, e che voi derideste in mille modi diversi…. Ah non credeva esser giuocato a tal segno!… No, donna Livia, non vi supponevo sì mentitrice!… Chiedermi oggi di chi sospettassi!… Voi, che avevate inviato, il cavaliere a mio dispetto…. in traccia di colui!…—aggiunse con furore.

«Ohimè! sa tutto, e si contiene a stento, il vedo!» pensò donna Livia.

—Saprete però, gli disse, che io non potevo sospettare ch'ei fosse figlio del cavaliere dell'Isola…. Sapete bene d'altronde che lo credeva morto…. Ditemi almeno che non pensaste questo di me.

—Questo no…. Ma non più una parola di colui;—aggiunse con imperio.—Oh! ma sarà risuscitato per poco, ve lo prometto io….

—No!

—Perchè?

—Non innalzerete tra voi e me il suo sangue; sarebbe una barriera, che io, ve lo giuro, non oltrepasserei giammai!

Ella aveva esclamato ciò con fuoco.