Quelle parole ferirono l'alterigia del duca.
—Eh signora, le disse, meno orgoglio! Che cosa sono queste minacce?… Son vostro marito alfine. Che potreste voi fare?
—Saprei morire.
—Morire!… Pria che veder perir lui, n'è vero?
—Morire, prima che veder un duello tra voi e vostro cugino.
—Non chiamate colui mio cugino! Oh indegno! Come suo padre era destinato a versar l'onta, il disonore sulla nostra famiglia.
—Onta! Disonore! In che cosa vi ha disonorato?
—Se io vi credessi, ciò non tarderebbe.
—Voi mi offendete…. Sono pronta a dimenticare un uomo, che ora non devo più amare, a non più rivederlo, ed è così che mi parlate? Prendendo tale risoluzione, nulla faccio più del mio dovere, il so e non intendo vantarmene con voi, ma speravo almeno aveste a riconoscere che io non esitai in compierlo. Ed invece m'insidiate!… Non dite più che mi amate…. Quando si ama, si crede….
—Si crede, signora, si crede, quando non si è già stati ingannati….
E voi, in cento cose mi avete mentito.