Attese un poco, indi:

—A che pensate?

—Che tutto è finito per me. Diceste che io desiderava esser liberata da voi, ebbene! sarete voi invece che rimarrete libero. Sposerete un'altra donna; sarà di me più dolce, vi renderà di me più felice. Mi duole, assai mi duole per mio figlio!… Ma sono risoluta. Dimenticherete presto una che vi derise, a quanto dite…. Eppure, nell'inviare il conte contro il vostro volere, feci soltanto quanto mi dettava la coscienza. Se dovetti ricorrere a qualche raggiro, fu mio malgrado…. perchè vi rifiutaste a riparare voi stesso, come ve lo avevo chiesto…. Pazienza, morrò!

—Eh via! disse il duca con una certa emozione, ed insieme con incredulità, eh via! che non morrete, e che io non isposerò un'altra donna, chè non potrei soffrirne alcuna.

—Se fosse vero, non esitereste a promettermi quanto vi chiedo.

—Sempre colui! esclamò il duca con furore. È una idea fissa! è il vostro pensiero continuo! Lo amate tanto! tanto vi preoccupa che per salvargli la vita vi raddolcite meco, mi parlate come non mi parlaste giammai.

Donna Livia pensò bene non rispondere.

Egli, dopo breve pausa, continuò:

—Ma non sarò vostro zimbello; abbastanza vi ho creduto…. e…. sì, stavo per credervi ancora…. Ma vedo a che mirate: è la salvezza di colui!… Tutte le vostre parole sono mezzi per giungervi…. Io stesso sarei un mezzo…. Non vi credo!

—Vi ho detto, interruppe la duchessa, perchè tal duello mi getterebbe nella disperazione…. Speravo vi persuadeste delle mie ragioni, ma poichè non mi prestate fede, poichè sempre di me dubitate…. morrò!… Credeva darvi una prova di fedeltà, ed invece mi trattate come se vi avessi tradito.