Ma suo fratello la trattenne con un cenno.
—Che vi fece pensare che il conte ama donna Livia?—le chiese a voce bassissima e concitata.
Donna Maria in quell'istante era un po' pentita di aver ceduto al suo odio per la duchessa; ma era troppo audace per iscoraggiarsi tosto: per altro, siccome aveva sempre avuto gran soggezione di suo fratello, tremò un momento, temendo averlo irritato contro di lei, ora ch'egli era il capo della famiglia. Così prese una scappatoja.
—Me ne avvidi io, rispose, già da molto tempo. Però non intendo con questo offendere la vostra sposa.—Ella forse lo ignora….—aggiunse con un mezzo sorriso.
Vi fu un breve silenzio, che il duca ruppe primo, dicendo seccamente a donna Maria:
—Lasciatemi, e scacciate sì ingiuriosi sospetti.
Ella escì dal gabinetto poco soddisfatta, molto indispettita.
Che? pensò: ei le ha dunque perdonato la distruzione della pergamena, l'insulto ricevuto innanzi a tutti?… Egli!… così violento, superbo, irascibile?… L'ama dunque a tal punto?… Non vuole che si sospetti di lei nemmeno in questo giorno?… Oh! ma avrà dissimulato; è sì geloso, sì diffidente;… le mie parole non saranno perdute…. Si recherà certo segretamente al castello, ed io potrò senza periglio dare un abboccamento al principe…. Se colei perdesse la sua influenza su don Francesco, sarebbe meglio per me. Mia sorella, ne sono sicura, l'avrà pregata di sollevare ostacoli al mio matrimonio col principe, ed ella forse glielo ha promesso… Per altro ogni speranza di donna Rosalia è vana: egli mi ama tanto!… Mai ella sarà sua sposa… Mai!… Ma io ho d'uopo di vederlo solo una volta almeno… Egli è sì debole!… Se non avessi detto al duca che il cavaliere è invaghito di donna Livia, non sarei stata certa ch'ei si sarebbe assentato…. D'altronde pensava poterla in questo giorno accusare audacemente… Speravo che l'abboccamento da lei dato al conte bastasse solo a perderla… Ma, chi sa?… il cavaliere l'ama… Posso lusingarmi ancora!…
IV.
Sono scorsi due giorni….