I funerali del vecchio duca erano finiti.
Il sepolcro, che sembra aver l'incarico di compiere l'opera della morte, nascondendo ad ogni sguardo gli avanzi inanimati che richiamano in modo sì crudele la persona estinta, aveva accolto quelli del padre di don Francesco.
Ah! perchè un ribrezzo irresistibile allontana tosto dai cadaveri? E perchè tale ribrezzo viene sentito maggiormente dai parenti, dagli amici che dagli indifferenti?
È forse ciò effetto della disperazione che si prova in pensare come lo spirito immortale, che animava prima quelle membra, non sarà mai per farvi ritorno?… Mai!
E non vi è lagrima, non vi è preghiera, che valga a richiamarlo nemmeno un istante! Sembra quasi impossibile che non sia dato ottenere risposta veruna da chi poco prima poteva ancora comprendere, amare, soffrire!
Ecco forse perchè si fuggono abitualmente, appena la morte gli ha toccati, coloro che furono cari in vita, e che divengono quasi oggetti di terrore.
Ma non si può condannare un tal terrore, che in certe persone è davvero invincibile.
Niuna di tali sensazioni aveva però accompagnato nella tomba il vecchio duca dell'Isola. Le sue ultime parole, il segreto da lui rivelato avevano destato in tutti preoccupazioni gravissime: ed all'estinto non si pensava che per contraccolpo di esse; come cioè alla prima causa che le aveva fatte nascere.
Se egli fosse disceso nel sepolcro col suo segreto, avrebbe aumentata innanzi a Dio la propria responsabilità; ma quanti odj, quante colpe fors'anco avrebbe evitate!
Le preghiere di donna Rosalia, che chiedevano disperatamente a Dio di perdonare a suo padre, erano state le più ardenti che avessero seguito il vecchio duca.