—Siete davvero una donna eccezionale, le disse: ed in avvenire, lo spero, sarete anche felice….

XI.

Lo stesso giorno, appena inviata la prima lettera di donna Livia al duca, la principessa degli Alberi si volse a Camilla, colla quale era ritornata nella sala, ove poco prima avevano stretta la loro precipitosa amicizia.

—Sentite, signora, le disse, non bisogna perder tempo; ogni istante è prezioso. Ov'è il cavaliere di Malta?

—Ad una sua terra vicinissima, discosta appena una mezza lega dalla città.

—So, so…. Bene: scrivetegli tosto che venga qui all'istante…. Lo manderò a prendere con una mia carrozza chiusa di campagna, ordinando al cocchiere di non dirgli che è mandato da me. Così entrerà in palazzo senza esitazione, deve ignorare ancora il mio matrimonio…. È inutile dirvi perchè faccio questo…. Capite…. Diffida di me, mi odia, perchè sa che non posso soffrire la sua dama…. quella che oggi sarà perduta…. Vado a dare gli ordini…. Egli deve attendere con ansietà qualche notizia…. Scrivetegli che tutto va bene; ma che vi è indispensabile vederlo un momento in segreto…. Credetemi, è necessario…. Se venisse a sapere la catastrofe, che colpirà la duchessa senza esserne prima disingannato, se la prenderebbe con noi; farebbe mille pazzie, provocherebbe vostro marito, il mio…. Egli è un famosissimo spadaccino….

Ed escì precipitosamente.

Camilla, seguendo il consiglio della giovane principessa, scrisse tosto al conte poche parole, che dovevano deciderlo a venire subito.

Ed alcuni istanti dopo la carrozza di campagna partiva per la terra del cavaliere, trascinata con vivacità estrema da due focosi cavalli.

—Voi vi tenete dunque certa dell'esito? domandò Camilla a donna
Maria.