Tutti si recarono in una magnifica sala illuminata splendidamente.

Si mandò ad avvertire Gabriella, che poco dopo apparve, non avendo osato rifiutarsi. Era pallida e triste come sempre.

La sua veste nera, ricca ma semplice, il suo abbattimento, la sua timidezza facevano uno strano contrasto cogli abiti sfarzosi, il brio, la franchezza di donna Maria e di Camilla.

XII.

Il conte di San Giorgio era sortito dal palazzo di donna Maria come si esce da un luogo di pena: però era più calmo.

La lettera del duca lo aveva rassicurato sul conto di donna Livia; ma certo non era in una situazione di spirito assai lieta.

Egli, che tanto aveva corso, tanto affaticato; sopportato tante noje per compiere la missione affidatagli dalla duchessa, che a forza di pazienza, di indagini aveva scoperto i figli del cavaliere dell'Isola, non poteva esimersi dal provare una profonda amarezza nel pensare che aveva condotto egli stesso in Sicilia l'amante di donna Livia, la sola donna, ch'egli avesse amata.

Come mai quell'amore della figlia del marchese era rimasto sempre celato a tutti?

Come mai non aveva udito una sol volta pronunziare da alcuno il nome di Chiarofonte? del cavaliere, che l'aveva salvata, e ch'ella aveva pianto estinto?

Il duca, diceva tra sè, sapeva tutto davvero…. Donna Livia non avrà voluto ingannarlo…. Ed egli, credendo morto il rivale, non si sarà arrestato per un'avventura romanzesca.