—Non dubitate, rispose il cavaliere.

Comprendo, pensava, perchè don Francesco tiene tanto rinchiusa sua moglie, ed è sì diffidente; avrà temuto ch'ella si vendicasse in modo indegno di lei. Povera donna Livia! Però egli l'ama; e se questa volta si è dato pace, se le perdonò la distruzione della pergamena e le sue conseguenze, vuol dire che questo amore è grande davvero…. Poi con quella lettera, che scrisse a donna Maria, in verità mi diede piacere. Forse in questo giorno istesso donna Livia si riconciliò col duca; ma temo sia stato soltanto dopo scene terribili.

—Quanto vi narrai, signor conte, vi rattristò forse? chiese Dal Pozzo scorgendo l'emozione del cavaliere di Malta.

—Oh no! e nuovamente vi ringrazio della fiducia, che in me riponeste. Però, credetelo, donna Livia è sempre calma; ha un figlio, il saprete; lo ama molto; poi l'abitudine di vivere col duca….

—Sì, dite bene; d'altronde non vel dissi? era rassegnata fin d'allora. Suo padre, il so, l'ha supplicata di essere ragionevole; avrà cercato seguire i suoi consigli; ella è assai buona, molto sensibile, benchè un po' troppo seria…. Voi, essendo cugino del duca, la vedrete sovente!

—Sicuro.

—Se sapeste come era agitato quando vi trovai, signor conte!

—Comprendo.

—Federico è irriflessivo; temevo assai. Ma, se è cugino del duca, come fare che non si trovi seco?

—Sarà possibile evitarlo; entrambi lo desidereranno. Vi è di mezzo
per combinare gli affari lo zio materno del cavaliere dell'Isola, don
Anselmo dei principi della Concordia, superiore dei cappuccini a
Messina.