—E questo biglietto, destinato per la duchessa, lo scrisse colei?…

Ed un'altra volta ripetè l'insulto; un'altra volta lanciò il foglio in viso alla principessa.

Donna Maria si esasperò. La collera, la rabbia le infusero coraggio.

—Escite, duca! esclamò, siete in mia casa! Non arrossite di questi brutali trasporti, di questi villani insulti?

E con aria sprezzante gli volse le spalle.

—Ch'io esca senza vendicarmi?… diss'egli trattenendola per un braccio, non lo sperate! Ch'io lasci impunita la trama?… Ah era ben ordita la trama! Se la duchessa, adescata da quel segreto, di cui si parlava, avesse ricevuto un istante colui, che s'ingannava parimenti, che con pretesti indegni s'induceva ad entrare nel mio palazzo, gli avreste perduti entrambi… Credete voi potermi costringere ad uscire?… Credete voi che io possa farvi l'onore di offendermi delle vostre offese?… Infame!…

—Basta; voi insultate il principe rimanendo ancora qui.

—Orsù, non voglio attendere più oltre, dov'è egli?

—Che volete fare?

—Smascherarvi. Od ei mi crede e mi dà la soddisfazione di dividersi all'istante da voi e cacciarvi in un ritiro, ed allora risparmierò la sua vita…. altrimenti….