Ed escì correndo dietro al principe.

Donna Maria era atterrata. Certo non aveva gran fiducia nella bravura del suo sposo, benchè in voce di buon spadaccino.

I due cognati si recarono senza proferir parola in un lato remoto del vasto giardino.

Là si arrestarono e trassero le spade.

—Siete pronto? chiese il duca, guardando il principe.

—Lo sono, rispose egli.

Il duello incominciò. Il principe si batteva assai bene, ma non poteva resistere lungamente a don Francesco, il quale, (se ne vantava sempre, ed a ragione per sventura del suo avversario), avrebbe potuto senza svantaggio incrociare il ferro colle migliori lame dell'epoca.

E la pietà non doveva arrestarlo. Da qualche giorno aveva troppa sete di sangue, perchè potesse sentire scrupolo a versar quello del principe.

E mentre questo lo feriva leggiermente al braccio sinistro, ei gli vibrava un colpo mortale al petto, che lo fece cadere esanime.

Morì tentando profferire il nome di donna Maria, che gli era costata sì cara.