Camilla era sempre rimasta col capo fra le mani.
—Indegna! Perfida! Lusinghiera! Infame! mormorava il povero ufficiale fuori di sè…. Quale cumulo di menzogne, di delitti! Quale ipocrisia!… Prima di morire, dimmi in qual modo conoscesti mia madre….
—Ve lo dirò, rispose Camilla. Ella era sorella a mio padre. Fino dal 1365 era ritornata in Dalmazia e viveva con noi. Tre anni dopo ci recammo tutti a Venezia, perchè ella volle vedervi ad ogni costo. Infatti vi vide nascostamente più volte, ma non osò mai presentarsi a voi, temendo i vostri rimproveri, il vostro disprezzo. Vide qualche volta anche Gabriella…. Io vi conobbi allora, Federico; fin d'allora vi amai. Vostra madre morì poco dopo lasciandomi, come vi dissi, i suoi segreti…. Sposarvi divenne il mio sogno…. Ma voi eravate allora a Corfù. Quando ritornaste ferito da Lepanto respirai; potei avvicinarmi a voi; le mie cure, il vostro abbattimento fisico, le vostre preoccupazioni, di cui qui compresi il motivo nell'udire il nome di donna Livia, mi ajutarono….
—Tacete! Tacete! esclamò disgustato il giovane. Ditemi soltanto dov'è questo mio fratello, di cui parla mio padre.
—Ve lo dirò, rispose Camilla, ma a condizione soltanto che voi mi perdoniate; altrimenti non lo farò mai.
Si comprendeva ch'ella era risolutissima.
—Ditele di sì, sussurrò il conte all'ufficiale; tale promessa non impegna.
—Bene, sì, mormorò Federico con voce soffocata, parla!
—Egli è quel giovane frate, il padre Leone, che venne a salutare il conte nel porto di Rimini. Fino a sedici anni visse con sua madre in Germania. Quando ella venne in Dalmazia, ei volle assolutamente entrare in un convento di cappuccini. Egli ignora tutto, persino il nome di Chiarofonte. La sua fede di nascita è nel mio scrignetto.
—Il padre Leone! disse il cavaliere di Malta respirando….