—La duchessa, riprese don Francesco che esaminava con emozione Gabriella, vorrà occuparsi di quei fanciulli. Venite domani al mio palazzo, vi prego; ella vi comunicherà le sue idee.

—Non mancherò.

—Questa infelice, continuò il duca, verrà sepolta domani nelle tombe della nostra famiglia… Quanto a costei…

E si arrestò guardando Camilla.

—Costei, signor duca, i miei marinaj possono gettarla in mare stanotte.

—Benissimo, rispose don Francesco con un cenno di approvazione.

Quel veneziano gli piaceva.

Indi escì.

Allora il cavaliere di Malta, che non aveva parlato sin là per la meraviglia che gli cagionavano i sentimenti generosi espressi da don Francesco, si volse a Marco:

—Voi siete straniero qui, gli disse; conosceste molto questa mia sventurata cugina; venite in mia casa appena sarete libero; cercate del conte di San Giorgio, vi attenderò. Desidero anche aver qualche dettaglio sul passato di questi miei parenti… Vi prego a non rifiutarmi.