Il duca ruppe primo il silenzio.

—Ebbene, cavaliere, chiese al cugino con un sorriso alquanto ironico, come sta il Gran Maestro?

—Vi comprendo, duca, rispose il povero conte sorridendo anch'egli, ma io non vi ho mentito; a Malta vi fui, e finchè vi rimasi, serbai il silenzio promessovi.

—Belle promesse, fatte con animo d'ingannare!

—Duca, voi mi offendete: se assecondai donna Livia fu perchè vostro padre mi aveva….

—Bene, bene, interruppe don Francesco, non parliamone più.

—Infatti sarà meglio.

—Sedete, conte.

—Volentieri.

Entrambi sedettero.