—Sin dal primo giorno. Ah! donna Livia, potete immaginare quanto abbia tremato per voi!
—Il cielo permise che escissi illesa da tanti pericoli!
—Fu un vero miracolo.
—Però anche il duca vi contribuì…. Egli, la cui durezza mi fece tante volte orrore, il cui sentire differiva tanto dal mio, mi credette quando tutto mi accusava; mi difese.
—Lo so, e questo mi riconciliò con lui.
—E voi, conte, dubitaste di me?
—No; io non dubitai, donna Livia; avrei prima dubitato di Dio…. Però rimasi un istante, il confesso, stordito, confuso da quelle improvvise rivelazioni ed alle insinuazioni infernali di quelle femmine perverse. Ma fu un istante. Avrei dovuto tacervi questo, ma so che la franchezza non vi offende.
—No, conte.
—Ed ora siete tranquilla?
—Sì e spero esserlo sempre. Solo mi duole la morte della sventurata Gabriella. Sentii però che ella era molto sofferente, che poco forse le rimaneva di vita, e ciò contribuì a calmarmi; altrimenti la sua triste fine sarebbe stata troppo dolorosa per me.