—Era una infelice, signora; quel veneziano deve avervi narrata la sua storia.
—Sì…. e suo fratello?
—È partito stanotte con Dal Pozzo. Conta, dopo aver salutato il fratello e gli amici, recarsi in Ispagna per sempre. Dal Pozzo si propone vivere con lui come in passato, e spera che la sua amicizia, qualche distrazione, una vita nuova potranno ricondurre la pace nel suo spirito.
Il conte aveva detto tutto questo senza alzare gli occhi su donna
Livia.
Povero Federico! pensava ella intanto; indi:
—Voi conoscete dunque Dal Pozzo?
—Sì, e da qualche giorno alloggiava in casa mia.
—E vi narrò egli?… chiese ella un po' esitante.
—In qual modo conosceste Federico, in qual modo sposaste il duca? Sì…. Egli vi fu quasi forzato. Lo trovai la sera stessa del nostro arrivo a Catania; veniva a cercare del suo amico, che un servo gli aveva narrato d'aver veduto risuscitato in Messina. Il povero Dal Pozzo, ignorando tutto, udendo che Chiarofonte era partito per Catania, temette qualche pazzia e corse qui. Mi trovò che escivo dal palazzo del principe, ove avevo appena letto la lettera del duca a donna Maria. Mi domandò di Federico con parole confuse; compresi tutto, lo rassicurai e lo condussi meco. Desideravo, lo confesso, avere qualche schiarimento. Ero sì sorpreso…. attonito…. egli mi soddisfece dopo che gli ebbi narrato come Federico fosse figlio del cavaliere dell'Isola…. Ah duchessa, voi foste dunque infelice?…
—Sì, conte.