Ella sorrise ancora.
—Speriamo, rispose.
—Oh certamente! Se non sperassi farvi mia, non potrei vivere…. E pensare che devo differire a chiedere la vostra mano! Credete che tale dilazione dovrà esser lunga?
—Di qualche mese almeno.
—Quale fatalità!
—Ne soffro al pari di voi, principe,—disse donna Maria, alzando al cielo i begli occhi, nei quali sembrava fremere una viva passione, repressa soltanto dall'onore e dalla modestia.
Il giovane la contemplava estatico agli ultimi chiarori del giorno; sembrava che volesse prolungarli col desiderio, ed impedire alle tenebre di avvolgere quella seducente bellezza.
Certo, se egli aveva dei rimproveri ad indirizzarsi sulla sua condotta passata, se il pensiero di donna Rosalia poteva cagionargli rimorsi; rimproveri e rimorsi dovevano essere ben leggieri.
E forse non sospettava nemmeno le lagrime amare che la sua incostanza faceva scorrere in quegli stessi istanti.
Ah! perchè si può impunemente distruggere la felicità di una persona, senza che tal colpa, la quale molte volte ha conseguenze più funeste di un delitto, venga punita?—Ma non è infamia mancare a promesse che talora un uomo, talora una donna ebbero l'ingenuità, la sciocchezza di credere sacre…. È invece cosa naturalissima!… Non è crudeltà dimenticare d'aver pronunciate parole che forse s'impressero a caratteri indelebili nella mente, nel cuore di chi non si vuole, non si può più amare; è soltanto cedere alla natura che spinge verso un altro oggetto; il quale, simile al sole, che oscura co' suoi fulgidi raggi le faci trovate talvolta al mattino, fa impallidire ogni altra immagine.