Sul cadere dello stesso giorno, in cui il duca ed il conte si recavano al castello di donna Livia per fini diversi, donna Maria passeggiava sola nel giardino del palazzo.
La passeggiata aveva certamente uno scopo; perchè l'affascinante bionda camminava rapidamente, e non si arrestò che dinanzi un rustico padiglione, situato in fondo al giardino istesso. Entrò in una stanza terrena di quel fabbricato, la cui finestra dava su di una via isolata e deserta. Donna Maria sedette sopra un rozzo sgabello di legno: attesa un poco, indi si alzò: guardò dalla finestra, e:—Non viene ancora, disse tra sè. Ma, a che mi lagno? Non gli ho io fatto raccomandare di aspettar la notte? Mio fratello è sì violento, esigente, bizzarro, che, se mi sorprendesse in colloquio con un cavaliere, sarebbe capace di un eccesso… Ma egli è assente…. Ah! lo comprendevo bene: sapevo di non arrischiarmi troppo, dando al principe un appuntamento… Ero sicura che don Francesco si sarebbe recato al castello, onde sorprendere la sua cara sposa col cavaliere!… Chi sa che cosa può accadere?… Ma ecco il principe: e non è ancor notte fatta…. Ora temo quasi sia troppo presto…
Guardò intorno a sè. Ma nessuno mi vede, pensò.
Quasi subito un giovane gentiluomo entrò dalla finestra, che potè facilmente scavalcare.
Era desso il principe degli Alberi, colui che donna Rosalia amava con tanta passione. Era piccolo, bruno, delicato; con un certo che di languido nella fisonomia assai più dolce e gentile di quanto addicasi ad un uomo.
Donna Maria lo salutò con un sorriso molto espressivo, e gli porse la mano, ch'ei baciò con trasporto.
—Finalmente! esclamò il giovine, vi trovo sola: posso dirvi finalmente, lungi da ogni sguardo importuno, quanto vi amo!
La sorella del duca ascoltava coll'aria di una donna che è certissima del suo potere, e che si tiene egualmente certa non si possa mai eccedere nell'adorarla.
Dagli sguardi, che il principe fissava in lei, era facile comprendere che quella fanciulla era tutto per lui… Se donna Rosalia lo avesse veduto in quell'istante, non avrebbe più conservato la menoma lusinga! Si sarebbe sentita trafiggere il cuore da una mortale ferita.
—Vedendovi, diceva egli a donna Maria, trovandomi solo con voi, mi illudo: mi sembra che la felicità, di cui godo, debba essere duratura; che nulla al mondo possa aver forza bastante per farla cessare, per costringermi ad allontanarmi da voi!