ALLE LETTRICI.
Voi, mie fedeli lettrici, vi sorprenderete che dopo avervi parlato della casa come del miglior centro dell'operosità femminile, io venga ora a dirvi:
La casa è bell'e buona come rifugio per riposare dalle fatiche della lotta per l'esistenza; ma voi pure dovete combattere, uscire dal vostro guscio e procurare di aver la vostra parte al banchetto della vita».
È, che dal giorno ch'io scrissi Il regno della donna il mondo è mutato, e le mie idee si sono andate modificando, come si è modificato l'ambiente in cui viviamo.
La ferrovia, l'elettricità, la diffusione delle idee col mezzo della stampa, le macchine perfezionate, tutto questo ha rimpicciolito e trasformato il mondo, tanto che la vita esteriore ha preso il sopravvento sulla vita interna e l'umanità va prendendo il posto della famiglia.
Non so se la trasformazione della casa e della donna sarà un bene o un male, ma è una necessità; e chi non sa piegarsi e modificarsi secondo l'ambiente, muore intristito come il fiore che si piega sullo stelo, quando tutto intorno a lui risorge al soffio vivificante della primavera.