Nel Belgio, spronate dalla necessità del momento, le donne trovarono energie sorprendenti e fecero atti di eroismo, di coraggio e di abnegazione. L'esempio di quella signora che s'improvvisò sindaco e tenne testa al nemico salvando dal saccheggio e difendendo la sua città abbandonata dalle autorità cittadine passerà nella storia; pure in opere più umili si adoperarono le donne belghe, come cucire e lavare la biancheria e gl'indumenti dei soldati, preparare le vivande e procurare, anche facendo i servigi più umili, che per la loro opera fosse diminuita la sciagura piombata sulla loro terra.
Affinchè le forze femminili possano esser adoperate utilmente, devono esser disciplinate: perciò troverei utile che l'idea lanciata in un impeto generoso in tempo di guerra, potesse venir coltivata e realizzata in tempo di pace, e il governo ci mettesse un po' di volontà nell'adoperarsi ad utilizzare tante energie che vanno ora perdute; così la donna con voce più alta, potrebbe reclamare i propri diritti quando avesse come l'altra metà del genere umano il dovere di servire la patria. È appunto dall'età di diciotto a vent'anni, che terminati gli studi, e non ancora formata una nuova famiglia, la donna dovrebb'essere obbligata ad adoperarsi in qualche opera sociale destinata dalle autorità superiori, secondo le diverse attitudini, il grado d'istruzione e la forza fisica.
Quando il lavoro sociale della donna venisse organizzato, le lavoratrici si dividerebbero per squadre secondo la loro indole e la loro istruzione, e così oltre a quelle adibite negli ospedali come assistenti, altre potrebbero essere ammesse nelle pubbliche amministrazioni, altre nelle scuole a curare l'educazione della prima età; quando si fossero per qualche tempo assoggettate ad una disciplina, rinunciando a seguire la propria volontà, abituate ad un orario di lavoro, troverebbero il loro profitto in questa rinuncia di sè a beneficio del proprio paese, e nel caso di bisogno, si potrebbe calcolare sopra una schiera di signore agguerrite e capaci di poter supplire nelle aziende commerciali, negl'impieghi i richiamati pel servizio militare, e in questo modo tener il posto ai mariti e ai fratelli, e così esser utili oltre che al proprio paese anche alla famiglia.
L'entusiasmo con cui tutte le donne vogliono fare le infermiere, è generato da una idea assurda o esagerata. Di fronte ad alcune che hanno a quest'ufficio una vera inclinazione, ve ne sono altre che mancano delle qualità richieste; e dopo aver frequentato lezioni ed ambulanze, vedono rifiutata la loro opera, come è avvenuto in Germania, dove su trenta allieve delle scuole di assistenza ne accettarono soltanto sei, rifiutando le altre che invece d'aiuto sarebbero state d'imbarazzo; ma si vuol seguire la moda e vi si mette un pizzico di vanità. Poi molte ragazze pensano a qualche romanzetto provocato dalla riconoscenza dei giovani curati colle loro manine, e in ogni modo trovano una certa attrazione nell'indossare per qualche tempo il vestito bianco coll'emblema della Croce Rossa; ma è ben altra cosa quando devono passar le notti al capezzale degli infermi, quando vedono morire fra gli spasimi tanta balda gioventù, e sono obbligate a curare piaghe spaventose senza pensare più a sè stesse. A ciò, per molto tempo, non tutte possono resistere, e devono rinunciare ad un'opera a cui si erano accinte con tanto entusiasmo. Ma appunto perchè non si possono improvvisare impiegate, maestre, professioniste, e difficile riesce fabbricarle al momento del bisogno, e perchè trascinati dal rapido svolgersi degli avvenimenti, manca spesso la calma per organizzare i servizi, e le necessità del momento tolgono la visione giusta delle cose; tutte le donne dovrebbero essere iscritte e divise per professioni, provate e pronte per essere chiamate al momento opportuno.
Per iniziativa di alcune istituzioni femminili s'istruiscono donne volonterose in opere sociali diverse, ma se la cosa non partirà dal governo, si avranno organizzazioni incomplete che difficilmente alla prova potranno riuscire di grande utilità, e solo si potrà ottenere qualche aiuto efficace da quelle donne che per il loro ufficio, e pei loro studi, sono state sottomesse ad una disciplina che ora invano si trova fra le mura domestiche, dove alla severità dei tempi passati è subentrata la debolezza; dove i figliuoli troppo accarezzati e contentati nei loro capricci, vogliono comandare e fare la loro volontà, e più non si sottomettono al volere di quelli che hanno più esperienza e per gli anni e per il senno.
In Inghilterra, paese forte e positivo, si forma un reggimento di donne volontarie, che chiedono di combattere a fianco dei loro fratelli, e se non saranno mandate sul fronte di battaglia, sperano almeno di poter seguire l'esercito come telegrafiste, telefoniste, messaggere, esploratrici, automobiliste, oppure scortare i convogli di viveri e difenderli dagli assalti nemici. Molto si può attendere da quella schiera eroica di suffragette che soffrivano anche i tormenti della prigionia e della fame per l'idea delle rivendicazioni femminili; e se esse aiuteranno efficacemente la patria, potranno ottenere molto più, mostrandosi coraggiose e intrepide all'opera di servire il proprio paese, che portandovi la rivoluzione e lo scompiglio.
Come vedrete nel prossimo capitolo, le nostre donne ai primi sentori di guerra hanno risposto con uno slancio ammirabile e si son messe all'opera volonterose senza essere state arrolate. Hanno fatto un miracolo, ma visto che i miracoli non avvengono tutti i giorni vorrei che in avvenire la donna italiana si preparasse al lavoro seriamente, che potesse organizzarsi ordinatamente e fosse pronta a correre volonterosa alla prima chiamata; sicchè la sua operosità non sia dovuta all'entusiasmo di un'ora tragica, ma sia perseverante anche nel tempo di calma tranquilla; che non parta dall'ambizione di mettersi in mostra e far parlare di sè, ma da un sentimento profondo di voler sacrificarsi per la patria, e fare prima di tutto il proprio dovere.
XVII. Il lavoro della donna durante la guerra.
La guerra in mezzo a tutti i suoi orrori ha fatto il miracolo di rivelare a noi e al mondo la nostra forza e il nostro valore.
Se con meraviglioso ardimento i nostri giovani si slanciarono all'assalto di posizioni giudicate imprendibili e riuscirono a conquistarle; se pronti alla chiamata lasciarono la famiglia, il lavoro, gli agi della vita per correre dove il dovere e l'amore della patria li chiamava; la donna non si mostrò meno coraggiosa del suo compagno e appena scoppiata la guerra, facendo uno sforzo sovrumano per trattenere le lagrime vedendo partire gli sposi, i figli, i fratelli, per non rendere loro più crudele il momento del distacco, invece di accasciarsi nel suo dolore, di attendere ansiosa nell'ozio le notizie dei suoi cari che combattevano e dai quali non poteva staccare il pensiero, raccolse tutte le energie e cercò nell'ardore d'un lavoro nuovo e faticoso di assopire i palpiti del suo cuore ferito.