—Sentiamo.
—Devi perdonare alla mamma e a Graziella.
—Non me ne parlare.
—Ti prego, babbo, se vedessi come hanno sofferto; non si riconoscono più: sii buono, fammi contenta. Dunque, le faccio venire?
—Fa pure, sei tu la padrona.
E Carmela corse, anzi volò alla sua vecchia casa, entrò come un razzo, e disse:
—Mamma? Graziella? venite, venite, il babbo vi perdona.
Graziella la guardava stupefatta, Anna era muta dalla sorpresa.
Finalmente Graziella le gettò piangendo le braccia al collo, e le disse:
—Sei stata tu, non è vero, a far decidere il padre? Quanto sei buona!
E fosti anche tu quella che ci portava sempre il pesce, e pensava a
noi?