Quando Maria ebbe terminato, quell'uditorio stato attento dal principio alla fine incominciò a far dei commenti, tutti ammirarono la bontà e l'abnegazione di Carmela, ed erano contenti che l'altra ragazza fosse stata punita. Maria osservava che quantunque nel mondo i buoni non siano sempre premiati e i cattivi puniti, in ogni modo far il proprio dovere è una tale soddisfazione che non ha bisogno d'altri compensi. Mario come al solito avea fatto la caricatura di Carmela brutta come un mostriciattolo, con una grande cesta di pesci sulla testa e Graziella davanti allo specchio a farsi bella.
Intanto venne la signora Guerini colla carrozza a prendere i figli, e pregò Maria di andar spesso alla villa, dove quasi tutti i giorni dopo la cinque vi era un po' di gente e i ragazzi si sarebbero divertiti giocando assieme.
Maria ringraziò, e disse:—che non avrebbe potuto approfittare spesso dell'invito, temendo che i troppi divertimenti servissero a distrarre i suoi fratelli dagli studii, specialmente Carlo che dovea ripetere l'esame; ma chiese il permesso di condurli invece a vedere la fabbrica, perchè essi lo desideravano e sarebbe stata una cosa molto istruttiva.
La signora Guerini disse che alla fabbrica potevano andare quando credevano, anzi soggiunse che Alberto ed Elvira sarebbero stati felici di accompagnarli. Così fissarono la gita per la mattina dopo, e Vittorio pensava di mettere intanto in ordine la sua macchinetta fotografica, e far fotografie e poi andare a svilupparle nella camera oscura di Alberto.
VISITA ALLO STABILIMENTO GUERINI.
Nel punto dove la valle si allarga e il torrente scendendo dalle montagne rumoreggia fra i sassi, si vede biancheggiare un vasto fabbricato quadrato, con grandi cortili e degli altissimi fumaiuoli che sembrano toccare il cielo.
I ragazzi Morandi erano passati tante volte davanti a quel fabbricato, s'erano fermati a sentire il rumore delle macchine e il canto degli operai, ma non avevano osato entrare, trattenuti da un cartello sul quale era scritto: Non entrano che le persone addette ai lavori; perciò quel giorno, tutti contenti, uscirono di casa prima dell'ora stabilita, impazienti di ritrovarsi coi loro amici.
Maria avea pregato il professore Damiati di accompagnarli. Egli così istruito, che sapeva parlare di tutto con chiarezza, avrebbe potuto dare ai ragazzi delle spiegazioni sulle macchine, e la visita allo stabilimento sarebbe stata più utile con una guida come lui.
Vittorio poi, che aveva la passione delle macchine, e diceva che avrebbe voluto fare l'ingegnere meccanico, era lietissimo di quella passeggiata e la considerava come una vera festa.
Passando da villa Guerini chiamarono i loro amici, e trovarono che il signor Guerini in persona voleva accompagnarli e far loro gli onori del suo stabilimento. Egli, strada facendo, incominciò a raccontare la storia della sua azienda.