—Ti annoieresti,—disse Carlo,—come un uccello si annoia in gabbia, anche se è d'oro.
—Ora passano, è vero, un brutto momento, ma io mi cambierei subito con loro,—disse Elisa. Però quei fatti la fecero riflettere, e capì che più si è in alto, più ci sono dolori, e che forse sua sorella aveva ragione nel dire che la vita modesta e ignorata ha pure i suoi vantaggi.
Vedendo gli operai abbastanza quieti, fecero un giro nel villaggio, in mezzo ai gruppi di gente dove non si parlava d'altro che dello sciopero; e di operai che ragionavano fra loro sul da farsi.
Bisognava resistere,—dicevano,—era tempo di finirla, erano stanchi di lavorare come bestie da soma, per mantenere il lusso dei ricchi, volevano godere e divertirsi, era venuto anche il loro tempo.
In alcuni gruppi c'erano le donne che volevano dar consigli e dir la loro ragione. Maria fermò una donna che conosceva ed era moglie d'un operaio, e le chiese se fosse contenta d'aver il marito ozioso tutto il giorno e se non sarebbe meglio che lo consigliasse a riprendere il lavoro.
—Si soffre oggi per godere domani,—rispose,—vogliamo anche noi vestir bene come loro, e farci servire; siamo stanche di soffrire.
C'erano altre che si mostravano dispiacenti, temevano che i mariti prendessero il vizio di bazzicare all'osteria, ed anzi andavano a levarceli di là; ma quelli le invitavano a bere insieme, alla riuscita della loro causa; e verso sera la piazza e le vie del villaggio presentavano uno spettacolo poco piacevole. Gli operai uscivano dall'osteria mezzo ubbriachi cantando delle canzonacce, coi cappelli per traverso e le vesti in disordine. Anche qualche donna era un po' brilla, e i ragazzi non avendo più freno, girellavano per le strade e facevano baldoria.
Maria volle subito ritornare a casa e fece osservare ai fratelli la differenza che passa fra l'operaio quando è al lavoro, serio, attento, colla faccia composta, che mette allegria a vederlo, da quando è ridotto in quello stato dall'ozio e dal vino, come in quel giorno, che dava uno spettacolo da stringere il cuore.
Vi fu sull'imbrunire un momento che pareva ci fosse in paese la rivoluzione: fu quando venne e s'accampò vicino al villaggio una compagnia di soldati; allora il furore di quel popolo ubriaco era tale da metter paura: volevano dar fuoco alla fabbrica, uccidere il signor Guerini, e non si quietarono se non dopo l'arresto degli operai più turbolenti.