—È vero, sei una donnina, ma tanto giovane che non puoi sapere quello che ci vuole a condurre una casa come la nostra.

—Mi farò vecchia, sono così seria che tutti mi danno molti anni di più; vedrai, babbo, che resterai contento.

—Non pensi che dovrai sacrificare la tua gioventù in un ufficio ingrato?

—Faccio qualunque sacrifizio piuttosto che veder un'altra persona far le veci della mamma, mi ci metto con tutta la buona volontà e ti prometto di fare il possibile affinchè tu possa stare tranquillo.

—E sia!—disse il signor Morandi dando un sospirone di sollievo e alzandosi per nascondere la sua commozione; poi prese fra le mani la testolina bruna della figlia e la baciò dicendole:

—Dio t'aiuti e faccia sì che non t'abbia mai a pentire dell'incarico che ti sei preso!—Poi chiamò gli altri figliuoli e disse loro accennando a Maria:—Questa sarà la vostra mammina, mi raccomando, siate buoni e non la fate troppo inquietare.

Ecco come Maria si trovò a diciassette anni al governo della casa, coll'obbligo di dover pensare a cinque figliuoli irrequieti.

Non era ancora uscito suo padre, che Maria ebbe timore d'aver presunto troppo delle sue forze; dei suoi fratelli, Carlo, il maggiore, era insubordinato, Elisa piena di pretensioni, come se fosse una principessa, Vittorio studioso ma disordinato, Mario vivace ed irrequieto e la sola Giannina docile e buona; e mentre si sentiva disposta a dar loro dei consigli e ad aiutarli negli studii, come avea sempre fatto, le dava pensiero il fare da massaia. Quell'ufficio non era il suo ideale, non sapeva nemmeno da che parte incominciare, specialmente con una famiglia tanto numerosa, colle poche rendite di cui poteva disporre e in una città dispendiosa come Milano.

Il padre era impiegato alla ferrovia, aveva un discreto impiego, ma per mantenere tutta la famiglia con un certo decoro bisognava fare miracoli di economia, come avea sempre fatto la signora Morandi.

Da principio Maria continuò collo stesso sistema della mamma, e si arrovellava il cervello a far conti per venirne a capo coi quattrini che le dava il babbo.