—Probabilmente no,—rispose Maria,—perchè quello è un male che viene spesso da infezione del sangue.

—Pensare che s'io avessi saputo queste cose la mamma non avrebbe sofferto tanto! Ma m'insegnerà, non è vero, tutto quello che sa di medicina?—disse rivolgendosi a Maria.

—Volentieri. Prenderai degli appunti, come ho fatto io stessa, e come desidero che facciano anche le mie sorelle; nella vita non si sa mai quello che può accadere, ed è una grande soddisfazione prevenire i mali che possono venire ad una persona di famiglia e saperli curar bene.

—Ma dimmi, una volta non c'erano questi microbi?—chiese Giannina.

—C'erano,—rispose Maria,—ma nessuno lo sapeva, perchè non si potevano vedere; fu l'invenzione dei microscopii potenti, che fece scoprire tutto un mondo invisibile, e fu l'ingegno di grandi scienziati che a furia di studii e d'esperienze riuscì qualche volta a trovar il modo di combattere questi nemici. Un tempo quando uno era ferito gravemente, gli si faceva un'operazione chirurgica, e la morte era molto probabile: ora invece coi nuovi sistemi questo pericolo è molto diminuito.

Angiolina stava attenta a quei discorsi come se si trattasse di un racconto fantastico.

—Come è bella la scienza e quanto mi piacerebbe studiarla! Ma mi dica, se non si hanno alla mano dei disinfettanti, come si fa?

—Si può sempre lavar la ferita coll'acqua bollita, perchè ad un certo grado di calore tutti i microbi muoiono e l'acqua bollita è già disinfettata.

Mario, che era pauroso e sentiva dolore nella ferita, era tutto pallido e temeva di aver qualche microbo; la sorella lo rassicurò, ma volle cambiare discorso, promettendo ad Angioina di darle una lezione di medicina domestica in seguito, tranquillamente, dopo finito il chiasso della fiera.

_LETTERA DI ANGIOLA ALLA SIGNORA MERLI.