Si può dire che gli Harris, i loro quattro figliuoli e Tom e Frida, unitamente a quattro cani, due scimmie e quattro cavalli, formassero il nucleo della compagnia stabile; poi si scritturavano ogni tanto, per qualche sera, degli artisti avventizii, che erano ora qualche fenomeno vivente, ora dei ginnasti famosi, oppure degli animali sapienti.

Una volta si trovavano in una città di provincia dell'Italia settentrionale, quando si unirono a loro due ginnasti, che facevano delle cose meravigliose, restando appesi solo coi piedi a due trapezii collocati in alto sotto alla vôlta del teatro. Erano giuochi da mettere i brividi, pensando al pericolo di una caduta che poteva riuscire pericolosissima, benchè sotto ci fosse una rete per ammortire il colpo.

Quando questi ginnasti, i quali erano marito e moglie, videro Frida,
dissero:

—Quanto è leggera! Pare una palla, che bei giuochi si potrebbero fare
con questa bimba!—

—Prendetela,—dissero gli Harris,—e fatela lavorare, con noi non fa
quasi nulla.

Essi furono contenti, e un giorno la condussero su, in alto, dove c'erano i trapezii; la bimba piangeva, ma la fecero tacere a furia di busse.—Avanti, marmotta,—le dicevano quando essa non voleva salire le scale malsicure, che univano la rete ai trapezii.

Una volta in alto, la donna prese in braccio la bimba e si lasciò cadere colla testa in giù tenendosi coi piedi attaccata al trapezio; il marito dall'altro trapezio nella stessa posizione, aspettava colle braccia aperte, e a quell'altezza incominciarono a gettarsi la bambina come se fosse una palla; essa strillava, ma non le davano retta. Tom era in teatro cogli occhi in alto per non perder nulla di quella scena, e fremeva di sentirsi impotente a liberare la sorella da quel supplizio.

—Va benissimo,—esclamarono gli acrobati,—questa sera faremo il giuoco che sarà di un bellissimo effetto, e tu bada di non piangere,—dissero a Frida,—se apri bocca, guai a te!

Tom pregava che la lasciassero in pace, ma nessuno gli badava, e la sera Frida fu costretta a prender parte ai giochi della coppia volante.

Il teatro era pieno di spettatori, le signore tremavano per la povera piccina, quando la videro lassù sotto la vôlta del teatro gettata come una palla; ma era un'emozione mai provata, un gioco nuovo e applaudivano calorosamente, tanto che dovettero ripetere il gioco, e la coppia degli acrobati era trionfante.