Tom, deciso d'imbarcarsi ad ogni costo, pensò ad uno stratagemma.
Sull'imbrunire, mentre una folla d'emigranti caricava la propria roba sopra il bastimento, s'offerse di aiutare a trasportare i bagagli.
Era forte, alzava dei pesi enormi per la sua corporatura; venne accettato. Così incominciò ad andare avanti e indietro in mezzo a quel via vai di gente e di facchini, finchè s'accorse che s'erano abituati a vederlo e non badavano più a lui.
Allora prese per mano Frida, e la condusse sul bastimento, e scesero giù per una scala erta e stretta finchè entrarono in un bugigattolo nascosto, buio, dove non c'era pericolo che nessuno li potesse scoprire.
—Ed ora, zitti,—disse Tom,—non dobbiamo muoverci finchè il bastimento non è in moto.
Frida aveva paura in quel bugigattolo che pareva una tomba e stava vicina al fratello, facendosi piccina e rannicchiandosi come un uccello spaurito.
Stettero così delle ore, che parvero interminabili, quando udirono prima un gran movimento, poi un rumore, e finalmente si sentirono trasportare lontani con delle scosse che li facevan traballare nel loro antro.
—Usciamo,—disse Frida,—ho paura.
Ma Tom non osava uscire; all'idea che il suo stratagemma venisse
scoperto gli batteva il cuore dalla trepidazione.
E intanto il bastimento andava, andava a tutto vapore; dovevano esser
lontani dal porto; ma Tom non osava uscire.