Ma io non ho potuto trattenermi dal dire in inglese all'istitutrice di casa Guerini additando il nostro eroe:—Potete ringraziare Vittorio Morandi se non siete stati morsicati da un cane idrofobo.
—Come idrofobo?—disse la signorina.
—Sicuro, proprio così, guardate, e le facevo osservare la lingua nera e la bava che usciva dalla bocca del cane steso morto per terra.
I ragazzi tremavano e non potevano parlare per l'emozione.
—Non toccatelo,—dissi,—e andiamo a casa, perchè abbiamo bisogno di rimetterci dallo spavento provato. I Guerini se n'andarono salutandoci appena; eppure forse Vittorio ha salvato loro la vita.
—Ma era proprio idrofobo?—disse Maria tutta commossa pensando al pericolo al quale erano sfuggiti i suoi fratelli.
—Sì, sì, idrofobo!—disse Vittorio.—me ne sono accorto subito, aveva una faccia brutta, la testa bassa, la lingua fuori, la bocca spalancata, la coda strasciconi, era brutto brutto, proprio come mi ha spiegato il professore che sono i cani idrofobi.
—E perchè non sei scappato?—disse Elisa.
—Ho visto che andava verso i Guerini, e mi son fatto coraggio.
—E se ti mordeva?—disse Maria.